Cervelletta – Il IV Municipio si accorge di presunte irregolarità nel bando del Borghetto

14 aprile 2016 - Meglio tardi che mai! È proprio il caso di dirlo dopo che il Consiglio del IV Municipio si è finalmente espresso su un altro degli aspetti del “pasticciaccio brutto della Cervelletta” che, come abbiamo ribadito più volte, non si limita solo al Casale settecentesco ma coinvolge anche il bando pubblico per l'assegnazione di immobili rurali (il cosiddetto Borghetto) e terreni della Tenuta della Cervelletta assegnati al sig. A. M., concorrente classificato al primo posto della graduatoria predisposta dalla Commissione incaricata. Un bando che non terrebbe conto dell’impossibilità di realizzare orti urbani, agricampeggi; l'obbligo di ripristinare la manutenzione dei canali di drenaggio esistenti e di riqualificare la vegetazione spontanea; il divieto di coltivazione assoluto in alcune aree e di utilizzare serre; l'obbligo di convertire il procedimento di coltivazione "bio" entro 3 anni; obbligo di destinare un'area a carattere multifunzionale e didattico di concerto con le associazioni del territorio.

Noi ci siamo subito chiesti come fosse possibile che edifici e terreni compresi nel Parco Naturale della Valle dell’Aniene e, per questo, sottoposti a vincoli e tutele paesaggistiche e comunque incompatibile con la peculiarità dell'area, potessero essere assegnati ad un ‘presunto” giovane agricoltore per il recupero produttivo agricolo dell'Agro Romano. Se il Comune di Roma Dipartimento del Patrimonio, prima di indire la gara, si fosse informato sui vincoli avrebbe scoperto che il progetto presentato dal soggetto vincitore del bando sarebbe per larga parte irrealizzabile per i seguenti motivi:
- non è dato sapere come il Lotto l potrà essere utilizzato a finalità agricole, addirittura di tipo "bio"in presenza di un terreno probabilmente caratterizzato da un forte inquinamento;
- "la natura paludosa dei terreni ne comporta un periodico allagamento, che limita l'accesso all'area per diversi periodi dell'anno ed ovviamente limiterebbe la coltivazione nei periodi di alluvione";
- "sia il fosso della Cervelletta che il fosso di Tor Sapienza, che insistono sull'area, in caso di piogge molto forti, non più eccezionali negli ultimi anni, esondano portando rifiuti inquinanti incompatibili con una agricoltura biologica";
- le aree incluse nel bando sono adiacenti al collettore fognario dell'Acea che alimenta il depuratore di Roma Est, posto sotto sequestro e commissariato dalla Procura della Repubblica di Roma per sversamento nel fiume Aniene di acque non depurate: dal 2001 ad oggi è avvenuto il graduale inquinamento delle fonti sorgive (precedentemente potabili) e dei fossi dell'area.

Oltretutto il Consiglio del IV Municipio dichiara: “…infine sembra che i vincitori del bando abbiano iniziato dei lavori all'interno degli immobili, già in loro possesso, senza le dovute autorizzazioni/nulla osta da parte di RomaNatura.”

La pronuncia del Consiglio del IV Municipio, a distanza di quasi due anni dalla gara pubblica, attraverso un ODG (n. 3 del 2016) impegna il Presidente e la Giunta ad adottare ogni azione utile finalizzata ad accertare che i terreni oggetto del bando di cui alle premesse non siano utilizzati per finalità agricole di coltivazione biologica e appuri le ragioni per le quali l’ente di controllo RomaNatura ha proceduto a sottoporre a sequestro preventivo alcuni dei beni oggetto di bando e, qualora venisse accertato che il soggetto vincitore abbia iniziato alcuni lavori in assenza delle prescritte autorizzazioni amministrative/nulla osta, o dovessero emergere ulteriori e diverse violazioni, proceda alla rescissione unilaterale del contratto, previa diffida al vincitore, in applicazione dell'art.7 del bando stesso citato in precedenza.

In un secondo ODG (n. 4 del 2016) lo stesso Consiglio critica le modalità di sgombero del 26/1/2016 nei confronti degli abitanti del Casale all’interno della tenuta della Cervelletta. Si evidenzia nel documento che organi di stampa hanno riportato le parole di alcuni degli abitanti coinvolti dalle operazioni di sgombero: “Siamo stati cacciati senza ricevere alcuna sistemazione alternativa. Gli assistenti sociali ci hanno proposto un appoggio in una casa famiglia o alla Caritas. Non sappiamo davvero dove andare. Per qualche giorno cercheremo qualcuno a cui appoggiarci, almeno mia moglie e i miei figli. Ma con lo sgombero di questa mattina il futuro è davvero nero…
Si evidenzia inoltre come l’Amministrazione Comunale abbia palesemente violato la normativa in vigore in materia di diritto di abitazione e le specifiche provvidenze stabilite per l’emergenza abitativa. Il Consiglio impegna il Presidente del Municipio a garantire il diritto di abitazione costituzionalmente tutelato e a trovare soluzioni idonee ed adeguate tali da non condurre alla divisione dei gruppi familiari. Il Presidente deve inoltre accertare eventuali responsabilità di dirigenti e di altri soggetti che hanno dato seguito ai provvedimenti di sgombero effettuati.

Il “pasticciaccio brutto della Cervelletta” diventa sempre più ingarbugliato al punto che il cittadino si pone l’interrogativo se non sia opportuno che gli organi di polizia e di controllo chiariscano questo intrigo al fine di eliminare ogni dubbio su una storia che fa acqua da tutte le parti.

Antonio Barcella
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