Ballottaggio alla Presidenza del IV Municipio - Intervista a Emiliano Sciascia

3 giugno 2013Fino ad oggi ci siamo tenuti lontani dalla corsa elettorale ma, ora che si tratta di scegliere tra i due candidati rimasti in corsa per la Presidenza del IV Municipio, vogliamo conoscere meglio i contendenti. Emiliano Sciascia (Centro Sinistra) e Giovanni Ottaviano (Centro Destra) si apprestano a misurarsi in una sfida che, questa volta, avrà un solo vincitore. Entrambi sono stati consiglieri dell’ex V Municipio e, quindi, conoscono bene questo territorio. Abbiamo posto loro alcune domande per analizzare il loro punto di vista sulle questioni territoriali.

L’ultima consigliatura del Municipio del Tiburtino è stata improntata ad un’estrema litigiosità e contrapposizione tra i consiglieri eletti per risolvere i problemi del territorio. Che cosa non ha funzionato e come intende cambiare l’amministrazione locale per essere il Presidente di tutti?

Innanzitutto un augurio: quello che nella prossima consigliatura ci si possa confrontare nel merito delle questioni e senza preclusioni di natura ideologica. Nella mia prima, ed unica, esperienza da consigliere ho potuto toccare con mano vecchie ruggini, contrapposizioni e conflitti che provenivano da lontano, dagli anni precedenti. La composizione del consiglio che si sta delineando sarà improntata molto sul rinnovamento, per cui sarebbe importante che i volti nuovi eletti possano lavorare per il bene dell’Istituzione e non di una sola parte. Questo sarebbe già un primo obiettivo importante per evitare le divisioni passate. Inoltre è bene avere chiaro in mente che se i cittadini dovessero confermare il centrosinistra al governo locale, dovremmo dimostrare maggiore coerenza e capacità di fare una buona amministrazione.

Tanti disagi permangono da anni in questo territorio, dall’ambiente alla mobilità, dagli edifici scolastici fatiscenti alle fontane abbandonate al degrado, dal lavoro agli ecomostri della tiburtina, dall’inquinamento atmosferico alle opere “inutili” dove viene sprecato denaro pubblico. Quali rimedi metterà in campo per tentare di sanare almeno le emergenze?

Bisogna innanzitutto impegnarsi per far funzionare bene e meglio la macchina amministrativa del Comune di Roma e dei singoli Municipi. Soprattutto per eliminare gli sprechi è necessario che vi sia una maggiore efficienza nei rapporti tra i singoli uffici pubblici, troppo spesso è difficile addirittura rintracciare il diretto responsabile di un particolare intervento sul territorio. Per questo motivo è fondamentale che il nuovo sindaco di Roma decida per un effettivo decentramento delle competenze. Questo non significa soltanto maggiori risorse ai Municipi, ma significa anche e soprattutto maggiori poteri di intervento nelle dinamiche. E’ fondamentale rendere vincolanti per il Comune i pareri che vengono richiesti ai Municipi, in tal modo si vincola l’amministrazione centrale ad un certo tipo di intervento, volontà del territorio, senza dover necessariamente far transitare le risorse economiche al Municipio di appartenenza.

Molti cittadini temono che, appena passate le elezioni, tutte le promesse svaniranno come fumo nel vento e, come sempre, resteranno solo le associazioni territoriali a difendere i diritti dei residenti. Cosa intende fare per valorizzare l’enorme lavoro che i tanti volontari svolgono quotidianamente e gratuitamente sostituendosi all’amministrazione pubblica?

Questo è un timore che si ripresenta ad ogni tornata elettorale ed è frutto della scarsa credibilità e fiducia delle Istituzioni. Per cui bisognerà invertire la rotta e ricominciare proprio dai territori. In questi cinque anni di malgoverno di Alemanno i cittadini sono stati abbandonati a se stessi, del tutto scollegati tra loro e con la pubblica amministrazione. Anche a livello locale potevamo fare di più, per cui come impegno che ci assumeremo vi sarà quello di privilegiare il rapporto con le tante realtà associative e culturali presenti nei diversi quartieri, aprendo un dialogo ed un confronto continuo. A volte capita che un’amministrazione prenda decisioni sbagliate perché queste non sono concertate o confrontate con i cittadini. Bisogna ricominciare da lì. Ci piace immaginare un Municipio nel quale non siano solo le persone ad andare dall’Istituzione ma sia anche questa ad andare direttamente nei territori.

Competenze di difficile attribuzione, rimpallo di responsabilità tra Comune e Municipio e scarsa trasparenza sono, secondo noi, tra le maggiori cause che intralciano la risoluzione dei problemi lamentati dai cittadini. Basterebbe convogliare tutte le richieste in un vero “sportello virtuale del cittadino” dove sia possibile tracciarne il percorso e vedere lo stato della propria istanza. Troppo difficile da attuare o la politica evita appositamente il controllo da parte del cittadino?

Ogni strumento che faciliti il dialogo tra amministrazione e cittadino va sicuramente usato e implementato. Ma la domanda che ci dobbiamo porre è: quale risposta si è in grado di dare? E la risposta è effettivamente risolutiva del problema? In realtà è necessario, come dicevo prima, che i Municipi vengano dotati di maggiori poteri di intervento e decisionali, in maniera tale che oltre ad essere luoghi dove si pongono domande possano diventare anche luoghi nei quali risolvere i problemi. Ad oggi, ad esempio, i municipi non vengono interpellati per il contratto di servizio dell’Ama, garantire questo aspetto sarebbe già un primo passo per poter programmare con maggiore esattezza ed efficienza gli interventi.

Sono tanti i problemi da affrontare per soddisfare realmente chi vive su questo territorio ma tre di loro, secondo noi, primeggiano sul resto e ciclicamente tornano all’apice dell’insoddisfazione generale perché non sono affrontati nel modo giusto: i cattivi odori del Depuratore Roma Est, le emissioni della BASF e di tutta la zona industriale e la questione “rom” mai risolta né per le condizioni di vita dei rom stessi e neppure per i disagi che loro arrecano agli altri cittadini (fumi tossici, sicurezza, deturpazione dell’ambiente, etc). Qual è il suo programma per questi tre punti?

Sul depuratore di via degli Alberini, ci troviamo nella tipica situazione, purtroppo molto italiana, nella quale un fondamentale servizio alla comunità diventa contestualmente un danno per la comunità stessa. L’ACEA non può più rimandare gli interventi che ci ha spesso esposti e che, a dir loro, dovrebbero risolvere il problema, lo deve fare e in tempi brevissimi, anche in considerazione del fatto che l’arrivo dell’estate non fa che aumentare i miasmi provenienti dal depuratore. La situazione della BASF è fortemente complessa, frutto di una pianificazione del territorio ormai sorpassata dall’urbanizzazione delle aree più esterne di Roma. A prescindere da qualsiasi questione riguardante le autorizzazioni avute dall’industria, la BASF va spostata in altro luogo. Nel corso della passata consigliatura abbiamo votato un ordine del giorno che si faceva carico della delicata situazione ambientale e chiedeva all’amministrazione comunale di trovare una sede diversa, sempre nel territorio provinciale, al fine di garantire i livelli occupazionali e la tutela della salute dei cittadini. In questi cinque anni però nulla ha fatto il Campidoglio per intervenire efficacemente, rimpallando le responsabilità alla sola provincia di Roma, quando è il Sindaco ad essere l’autorità preposta alla tutela della salute pubblica. E’ necessario da subito aprire un tavolo di lavoro e di discussione tra il Comune di Roma, la Regione Lazio e l’azienda per cercare una soluzione alternativa.

NDR: La stessa intervista è stata posta al candidato del Centro Destra Giovanni Ottaviano che ha già dato la sua disponibilità a rispondere alle nostre domande. Pubblicheremo la sua intervista appena arriverà in redazione.

Antonio Barcella
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Commenti

3 giugno 2013Classica intervista pre elettorale….tutti buoni propositi, ma poi………come tutte le altre volte saranno solo parole al vento…….speriamo di no. Franco.