Il IV Municipio si schiera contro il gioco d’azzardo definito una vera emergenza sociale

23 dicembre 2013 Contro il dilagare di sale da gioco e slot machine e per la prevenzione del gioco d'azzardo patologico il IV Municipio ha approvato una mozione (n.4 2013) in cui si sostiene la necessità di varare una nuova legge quadro nazionale sul gioco d'azzardo e leggi regionali specifiche per arginare un fenomeno preoccupante. Non possiamo che essere d’accordo visto che, tra i primi in questo territorio, abbiamo affrontato questa emergenza sociale che colpisce soprattutto le “fasce più deboli e fragili della nostra società”.
Una lunga premessa della mozione fa una analisi attenta e dettagliata sulla diffusione della questione socio-sanitaria: “Il fenomeno del gioco d'azzardo oggi in Italia si presenta come uno dei più allarmanti dal punto di vista della pericolosità sociale, tanto più che esso ha subito un'espansione senza precedenti negli ultimi anni, sia per quanto riguarda il volume delle somme che movimenta, sia per il numero di persone che coinvolge. I dati forniti dall'Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato che per lo Stato Italiano regola e controlla l'intero comparto dei giochi, a ottobre 2012 confermano la grande espansione del gioco d'azzardo in tutte le Regioni d'Italia, con il primato per il fatturato della Lombardia seguita dal Lazio, Campania, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Sicilia, Puglia, Toscana, Abruzzo, Marche, Calabria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria, Basilicata, Molise, Valle d'Aosta. Il gioco d'azzardo è la terza industria italiana, con il 12% della spesa delle famiglie, una raccolta nazionale di circa 80 miliardi di euro nel 2011, 5.000 aziende, 120 mila addetti, 400.000 slot machine, 6181 punti gioco autorizzati, il 4% del PIL nazionale, oltre il 15% del mercato europeo e oltre il 4,4% del mercato mondiale, il 23% del mercato mondiale del gioco on line; le persone più interessate al gioco sono le fasce più deboli e fragili della nostra società, chi ha una minore scolarizzazione, chi ha un lavoro precario, chi è in difficoltà nel trovare una propria identità: giocano il 47% degli indigenti, il 56% delle persone appartenenti al ceto medio-basso; il 70,8% di chi ha un lavoro a tempo indeterminato;1'80,2% dei lavoratori saltuari, 1'86,7% dei cassintegrati. Giocano di più e con più soldi i ragazzi delle scuole professionali e giocano il 61% dei laureati, il 70,4% di chi ha il diploma superiore, 1'80,3% di chi ha licenza media; giocano anche gli adolescenti: si stima che giochi il 47, l% degli studenti tra i 15 e i 19 anni: il 58, 1% dei ragazzi e il 36,8% delle ragazze. Gli adolescenti sono più a rischio dipendenza: circa il 4%-8% ha un problema di gioco e il 10-14% è a rischio di diventare giocatore patologico. Ma giocano pure i bambini:1'8% dei bambini tra i sette e gli undici anni gioca a soldi online, il 15,3% scommette soldi nei giochi offline, i maschi sono più a rischio dipendenza. In molti giocano tutti i soldi a disposizione, altri hanno l'abitudine di sottrarre soldi in casa o dove capita, altri chiedono soldi in prestito a parenti e amici. la dipendenza del gioco è una vera e propria malattia che compromette lo stato di salute fisica e psichica del giocatore, il quale non riuscirà a uscirne da solo. Il malato di gioco (GAP-Giocod'Azzardo Patologico) è cronicamente e progressivamente incapace di resistere all'impulso di giocare e spesso si trova nella condizione di dovere chiedere prestiti a usurai o a fonti illegali, oppure di venire arrestato per falsificazione, frode, appropriazione indebita o evasione fiscale mirate a ottenere danaro per giocare, a volte giunge alla perdita del lavoro per assenteismo. Tutto questo produce sofferenza, difficoltà di relazione anche all'interno della famiglia, litigi e vulnerabilità, fino al suicidio…
La premessa prosegue con altre considerazioni che potete leggere nel documento completo che si conclude con le richieste che il Consiglio del Municipio IV (ex V) fa alle istituzioni:
Occorre una nuova legge quadro nazionale sul gioco d'azzardo e occorrono leggi regionali specifiche; sia necessario conferire ai Sindaci potere di programmazione, controllo e ordinanza; sia indispensabile mettersi in rete con altre Amministrazioni e altri territori, con le ASL,le Prefetture e le Questure per costruire un fronte ampio di informazioni, formazione e contrasto a questo tipo di gioco che sta rivelando una vera emergenza sociale; sia altresì indispensabile costruire reti in ogni territorio coinvolgendo parrocchie, scuole, associazioni, volontari, polizia locale e forze dell'ordine per attivare iniziative culturali e formative, attività di controllo e di prevenzione finalizzate a recuperare i valori insostituibili della cultura per conoscere e comprendere la portata e le conseguenze del gioco d'azzardo, costruire nuovi atteggiamenti e nuove mentalità, recuperare i valori fondanti delle nostre società basati sul lavoro, sull'impegno e sui talenti; occorre una nuova legge quadro nazionale sul gioco d'azzardo affinché lo Stato recuperi il governo e la programmazione politica sulle attività di gioco d'azzardo. La legge deve contemplare la ridefinizione delle procedure autorizzatorie di fatto azzerate con la deregulation introdotta dalle norme dal 2000 in poi e ricondurre in un ambito di gestione e controllo il ruolo e le competenze dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli; deve realmente impedire l'accesso ai giochi d'azzardo da parte dei minori, intervenire sulla tassazione sui giochi perché sia più equa rispetto a tutte le altre tassazioni, e prevedere un controllo più rigoroso dei flussi di denaro e nei confronti dei concessionari; deve prevedere una moratoria per l'installazione di nuovi giochi e l'apertura di nuove sale gioco e limitare i messaggi pubblicitari garantendo forme di reale e corretta informazione per il pubblico; deve recepire l'indicazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che vede nel gioco d'azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata che può portare ad un'autentica malattia sociale in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione e prevedere il finanziamento della cura del gioco patologico…"

Antonio Barcella
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