I Menu Europei nelle mense scolastiche scatenano la reazione dei genitori

19 gennaio 2015 – Da alcune settimane nelle mense delle scuole romane è in corso di sperimentazione un nuovo progetto di educazione alimentare che ha scatenato polemiche sulla qualità del cibo servito: i Menu Europei. Da dicembre a giugno verranno serviti 15 menu ispirati ad altrettanti paesi dell’Unione Europea: Francia, Polonia, Germania, Ungheria, Austria, Portogallo, Danimarca, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Irlanda, Belgio, Romania, Malta, Paesi Bassi. Ogni menu è composto, oltre che dal piatto tipico, anche da contorno e frutta. Secondo le intenzioni dei nutrizionisti, le bambine e i bambini che frequentano le mense avranno modo di conoscere la cultura gastronomica di tanti popoli diversi e acquisire una maggiore consapevolezza dell’appartenenza dell’Italia all’Europa. Di parere diverso sono invece molti genitori degli scolari che vedono in questo progetto soprattutto la scarsa qualità dei cibi e un modo per risparmiare sui costi a danno dei bambini. Questa convinzione nasce dalla tipologia dei menu serviti dove sono presenti cibi da “tavola calda”, da “fast food” o altamente calorici, un vero trionfo di carne, patate, fritti e wurstel: fish and chips (Regno Unito), würstel al forno con patate (Germania), gulash (Ungheria), tochitura (Romania), chicken and chips (Irlanda), wiener schnitzel (Austria), salsicce e carote per l'Irlanda, bigos (Polonia), pancetta e uova strapazzate (Danimarca).
Piatti unici e inadeguati, ricchi di carboidrati e proteine animali, poco indicati per l’alimentazione dei ragazzi che, spesso, non incontrano il loro gusto lasciandoli affamati e insoddisfatti. Chiaro che il discorso economico va a incidere sulla qualità del cibo servito, dove di certo non troviamo nei piatti il salmone norvegese o altre pietanze più idonee alla tradizione culinaria europea come zuppe e verdure variamente cucinate.
Esiste poi un altro risvolto, estremamente sottovalutato dai nutrizionisti e per il quale alcuni genitori hanno inviato all’amministrazione capitolina le proprie rimostranze, i menu speciali per i bambini allergici o intolleranti ai derivati del latte. Da quando vengono serviti questi menu europei nelle scuole anche i pasti destinati agli scolari con patologie dell’organismo hanno subito un taglio relativo al primo piatto dimostrando, se ce n’era ancora bisogno, che tutto il progetto è solo un modo per risparmiare economicamente sulle mense scolastiche.

Antonio Barcella
www.collianiene.org

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Commenti

19 gennaio 2015 – Io faccio parte di quei genitori (scoscenziati?)che hanno invece apprezzato l'iniziativa, ritenendola giusta, non credo che sia un pranzo alla settimana, come si legge nell'articolo sbilanciato in carboidrati o proteine, a creare problemi ai nostri figli, forse i genitori che non hanno apprezzato l'iniziativa preferivano un pranzo veloce alla Mcdonald, un bell'hamburger sconosciuto con pancetta e formaggio oppure una bella spinacina fritta o un tenerone come ho visto fare a casa di molti amici di mio figlio per cena......... un discorso a parte giustamente merita il fatto dei bambini intolleranti.....Franco.