Proposta provocatoria dell’Assessore Danese: “I rom si occupino del riciclo dei rifiuti”

4 febbraio 2015 – Provocazione o proposta praticabile quella che parte dall’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Francesca Danese? In una intervista ad un settimanale ha esposto l’idea di impiegare i rom nella raccolta differenziata dei rifiuti e dei materiali in disuso abbandonati in città al fine di dare una opportunità di integrazione e una possibilità di lavoro. “C’è un problema di riconciliazione con la città – ha spiegato l’assessore di Roma Capitale – perché li accusano di essere quelli che vanno rubare. Di fronte a questa situazione dobbiamo fare un lavoro diverso, ridisegnare le politiche dell’accoglienza, parlare con le persone, vedere quali sono i loro bisogni. Ciò detto, sto facendo un lavoro che riguarda le loro competenze e abilità: loro sono molto bravi nel recuperare nei quartieri i rifiuti e i materiali in disuso sarebbe importante, e questa cosa era già passata in commissione politiche sociali, riuscire a dare la possibilità di fare un lavoro per la comunità e per la città di Roma, prendendo questi rifiuti e selezionandoli. In questo modo, diamo una possibilità di inserimento lavorativo diverso. In alcune zone si parla di roghi tossici, e allora troviamo un modo per far sì che i rifiuti che loro riescono a raccogliere e differenziare possano far nascere soluzioni che diano la possibilità di trovare anche un lavoro”.
La prima considerazione che possiamo fare è certamente positiva: finalmente un esponente dell’attuale amministrazione di Roma Capitale fa un primo passo per affrontare la questione rom dopo i lunghi silenzi e le mancate risposte di chi l’ha preceduta nel ruolo. Ma subito dopo prevalgono le perplessità sulla vaga idea esposta dalla Danese: ma i roghi tossici e le discariche che nascono intorno agli insediamenti rom non sono causati proprio dal riciclo abusivo dei rifiuti e alla pseudo raccolta che esercitano i nomadi per ricavarne metalli o oggetti destinati ai mercatini?
Difficile dare un giudizio definitivo su questa proposta prima di conoscerne i dettagli. Occorre capire se il progetto sarà accompagnato o meno da altre iniziative atte ad eliminare quei comportamenti che arrecano danno al resto della comunità ossia il mancato ritiro dei materiali di scarto da parte dell’AMA, la regolamentazione dell’accesso ai rifiuti, la certezza che i reati contro l’ambiente saranno perseguiti secondo la legge.
L’opposizione in Campidoglio si è subito scagliata contro la trovata dell’Assessore Danese e perfino all’interno della Giunta di Roma Capitale esistono forti perplessità sull’iniziativa. L'assessore all'Ambiente Estella Marino ha dichiarato: "Il rovistaggio è una pratica non legale che va sanzionata. Credo che l'assessore Danese, visto che il suo tema riguarda le Politiche sociali e non i rifiuti, volesse semplicemente sottolineare l'importanza di un inserimento sociale di persone che vivono ai margini della società. Il tema è delicato e, tra l'altro, i rifiuti sono del Comune di Roma quindi la questione del recupero, riuso e riciclo va inserita in un quadro normativo. Stiamo lavorando sul tema dei centri del riuso con le associazioni, come ad esempio Zero Waste Lazio, e abbiamo già fatto delle sperimentazioni. Ma in quel caso cerchiamo di intercettare i beni che vengono donati dai cittadini prima che diventino rifiuto."

Antonio Barcella
www.collianiene.org

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