Il GRAB, “Grande Raccordo Anulare delle Bici”, fa già discutere

7 gennaio 2016 - Osservando lo stato in cui sono ridotte quasi tutte le ciclabili costruite sul territorio della capitale e il poco utilizzo che se ne fa, riservate a pochi intimi, sorge il dubbio che anche il progetto del GRAB (Grande Raccordo delle Bici) sia l’ennesimo regalo ai costruttori e uno sperpero di denaro pubblico. Roma, del resto, a causa delle sue grandissime dimensioni non è una città che ha una tradizionale cultura del mezzo ecologico a due ruote così come avviene per tante cittadine del nord Italia. Se poi non si fa manutenzione di quelle esistenti, già progettate senza un minimo raziocinio, allora i dubbi diventano certezze. È sufficiente esaminare quella che sorge su viale Togliatti per rendersi conto che una ciclabile realizzata in questo modo non serve proprio a nulla. Un tragitto che si interrompe per attraversamenti ogni due o trecento metri, senza alcun tipo di rastrelliera o deposito, pieno di erbacce e buche e, incredibile pensata del progettista, si interrompe a circa 200 metri dalla stazione Togliatti della FR2 rendendo estremamente rischioso il collegamento con il mezzo ferroviario.
A contrastare questa visione negativa del progetto esiste il punto di vista contrario sostenuto in particolar modo da Legambiente: Mezzo secolo fa Saragat firmava il decreto per la tutela integrale dell’Appia Antica, prologo di un grande parco archeologico che ancora non c’è. Il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici della Capitale promosso da Legambiente, TCI, VeloLove e altre associazioni, può rendere tangibile il sogno di Antonio Cederna realizzando il percorso ciclopedonale tra la colonna Traiana e la Regina Viarum e aprendo così il museo archeologico a cielo aperto più importante e ricco del mondo. La realizzazione del GRAB porta con sé la creazione di un unico itinerario ciclopedonale che, partendo da piazza Venezia, renda facilmente percorribile, fruibile, sicuro e accogliente, il percorso monumentale che ingloba i Fori, il Colosseo, il Palatino, il Circo Massimo, le Terme di Caracalla, Porta San Sebastiano e le Mura Aureliane, le Catacombe di San Callisto e di San Sebastiano e poi via via il parco della Caffarella, quello degli Acquedotti e tutte le altre testimonianze importanti e significative che si incontrano lungo la strada romana in questo tratto urbano eccezionalmente ben conservata. Oggi c’è un nuovo e decisivo stimolo ad accelerare l’avvio del cantiere GRAB: grazie all’impegno del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Graziano Delrio, la legge di stabilità che verrà approvata nei prossimi giorni dal Parlamento potrebbe contenere le risorse economiche necessarie alla realizzazione dell’anello ciclopedonale capitolino nell’ambito di un sistema nazionale di ciclovie turistiche che individua proprio nel GRAB, nella ciclovia Ven.To tra Venezia e Torino e nella ciclovia Verona-Firenze i tre interventi prioritari in questo ambito per il Governo.

Antonio Barcella
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