Sicurezza a Colli Aniene: situazione preoccupante

30 settembre 2010. Uno dei più sentiti problemi dagli abitanti di Colli Aniene è stato affrontato dalle istituzioni solo e sempre in modo marginale. Stiamo parlando della sicurezza e del presidio delle forze dell’ordine, più volte richiesto alle autorità competenti. Solo negli ultimi dieci giorni si sono verificati in questa zona quattro episodi di criminalità, una rapina in pieno giorno ai danni di un supermercato e tre furti con scasso ai danni di esercizi pubblici, e vari altri atti di microcriminalità e vandalismo ai danni di beni comuni. È un’escalation preoccupante per un quartiere che ha già pagato a caro prezzo il disinteresse delle istituzioni. Tutti i tentativi di ottenere una risposta al problema sono stati vani nonostante le molteplici richieste indirizzate dal Comitato di Quartiere alle autorità competenti. In occasione dell’assemblea pubblica del giugno scorso ci è stata fatta una promessa in nome del Sindaco: un presidio di polizia (leggi articolo). Purtroppo farsi prendere la mano di fronte ad un uditorio accaldato e promettere in nome del Sindaco sapendo che non si ha il potere per farlo, è facile. Non servono parole vuote tanto per risolvere l'immediato contingente ma basta la buona volontà nel cercare di venire incontro alle esigenze delle persone, affrontando il problema nelle giuste sedi senza farlo cadere nel dimenticatoio. Diamo atto all’amministrazione capitolina di lavorare a progetti interessanti come la Sicurezza Integrata, promosso dall’Ufficio Coordinamento Politiche della Sicurezza del Comune di Roma, che vede i comitati di quartiere come parte attiva nella segnalazione di fenomeni di disagio urbano o il Piano Nomadi condivisibile nelle sue linee ma che sta incontrando notevoli difficoltà di attuazione. Però dal punto di vista di chi vive nella zona, non si riescono a capire i motivi che spingono l’amministrazione municipale e comunale a non assegnare neppure un “vigile di prossimità” a un quartiere di trentamila abitanti, completamente privo di sorveglianza e quindi abbandonato a se stesso in balia di una criminalità che diventa sempre più temeraria e spavalda se non contrastata.Il commissariato competente per la zona è quello di San Basilio, un edificio pubblico posto almeno a quindici minuti di distanza in caso di traffico non congestionato, che non riesce a controllare il territorio assegnato a causa della sua estensione. Il CDQ ha sollecitato le istituzioni ad affrontare il problema, purtroppo quando ci si rivolge alla burocrazia le risposte arrivano sempre con molta lentezza: la violenza contro il cittadino va fermata in tempi brevi e va contrastata con costanza. Se non sono le forze dell'ordine a farlo chi può farlo allora? Nessuno di noi si augura che qualche cittadino esasperato possa arrivare a farsi giustizia da solo.

Antonio Barcella
www.collianiene.org
comitato@collianiene.org


COMUNCATO STAMPA - 29 settembre 2010

SICUREZZA, SANTORI: “PREVEDERE PRESIDI DI SICUREZZA NEI NUOVI QUARTIERI”
“Rafforzare la sicurezza nell’intera città è uno degli obiettivi che la giunta Alemanno sta perseguendo con costanza e determinazione ed in stretta sinergia con il Prefetto, il Questore e il Comando dei Carabinieri”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, commentando la dichiarazione del prefetto Pecoraro che annuncia di voler rivedere la dislocazione delle caserme e dei commissariati di Roma e Provincia.
“Nell’ambito del patto per Roma sicura è infatti previsto di rimodulare l’organizzazione territoriale dei presidi di polizia proprio alla luce delle necessità che provengono dal territorio. A questo proposito la Commissione Sicurezza in collaborazione con il presidente della Commissione Urbanistica, Marco Di Cosimo, sta analizzando l’opportunità di progettare adeguati spazi, da assegnare gratuitamente alla prefettura, per la localizzazione di presidi di pubblica sicurezza al servizio dei nuovi quartieri previsti nei piani di zona e nelle centralità urbane. Questo allo scopo di aumentare il numero dei posti di polizia e permettere anche che il rapporto tra i cittadini e coloro che sono incaricati di difenderli si rafforzi contribuendo a creare quel tessuto sociale forte e rispettoso delle regole destinato ad emarginare e sconfiggere l’illegalità”, conclude Santori.

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