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Oltre 100 micro e maxi discariche a Roma Est, potenziali bombe ecologiche e ambientali

7 maggio 2019 - Secondo una mappa realizzata dai “Gruppi di Ricerca Ecologica (GRE)” ci sarebbero ben 122 siti invasi dai rifiuti nel quadrante Est di Roma di cui circa 60 nel solo IV Municipio, la nuova Terra dei Fuochi. Si va dallo sversamento di calcinacci all’abbandono di elettrodomestici, dallo smaltimento abusivo di amianto all’abbandono di fusti di vernici, fino ad arrivare a vere e proprie discariche abusive. La mappa, in continuo aggiornamento, è stata elaborata sulla base delle segnalazioni dei cittadini nonché dei rilevamenti direttamente effettuati dai volontari del GRE LAZIO, e si riferisce esclusivamente a quanto presente fuori terra ed è visibile: «complessivamente si parla di oltre 19 ettari, ovvero 190.000mq – si legge nella nota dei GRE - ma riteniamo che i numeri reali siano ancora più drammatici dal momento che oltre a quanto nascondono la vegetazione o i cavalcavia, andrebbero censiti anche i rifiuti interrati, come nel caso dei terreni adiacenti all’ex pastificio di via Collatina andato a fuoco e su cui oggi pascolano liberamente dei cavalli».
Secondo noi rappresentano potenziali bombe ecologiche che, se non rimosse velocemente, sono a disposizione di mani criminali pronte a trasformarli in roghi tossici. Per chi non lo sapesse, questi roghi spargono diossina nell’aria e inquinano le falde acquifere per una larga fetta di territorio che va oltre l’area incendiata. Nei pressi dell’ultimo rogo di viale Togliatti, e di tanti altri roghi precedenti, scorre l’acquedotto dell’acqua Vergine, il sesto acquedotto romano, ed è oggi l'unico ad essere ancora funzionante. Attualmente una buona parte delle antiche strutture è stata sostituita da tubazioni in cemento, mentre il suo utilizzo è ridotto a fini irrigativi o per l'alimentazione di importanti monumenti romani perché il canale originario e le falde acquifere sono inquinate.

Ma per rimuovere i rifiuti di tutte quelle discariche ci vogliono fondi e impianti di smaltimento, entrambi carenti nella capitale. Lo studio del GRE risale già a più di due mesi fa: quante discariche sono state bonificate nel frattempo? Ben poche, purtroppo!

I GRE hanno individuato nella parte Est di Roma 106 tra micro-discariche o accampamenti dove i rifiuti vengono smaltiti tramite abbandono, più addirittura 16 aree in cui sembrerebbero configurarsi a tutti gli effetti – in base alla legislazione vigente ed alla giurisprudenza consolidata - delle discariche abusive. Gran parte delle aree è collocata a ridosso dei confini tra i Municipi o del fiume Aniene e dei fossi che vi si immettono (letteralmente in barba alla Direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE), ma la situazione è drammatica in particolare in alcune zone: «Nel Municipio IV abbiamo censito ben 54 siti di sversamento cui si aggiungono addirittura 6 potenziali discariche abusive estese complessivamente più di 8,5 ettari - affermano i GRE – si può quindi parlare di vera e propria emergenza in quanto oltre alle immissioni atmosferiche dei fumi prodotti dal continuo incendio dei rifiuti per differenti motivi, c’è anche un elevatissimo rischio di inquinamento dei suoli e della falda acquifera. Alcune zona sembrano letteralmente terra di nessuno, dove chiunque sversa quello che vuole: è il caso di via di Salone (da entrambi i lati della A24), di via di Tor Cervara (all’altezza di via Vannina, strada di collegamento con via Tivoli realizzata e mai aperta al traffico per diversi motivi), Ponte Mammolo o il tratto stretto tra la A24 e la TAV (dalla clamorosa situazione del campo nomadi di via Salviati che abbiamo portato finanche all’attenzione del Parlamento Europeo e dove finalmente sembrerebbe che qualcosa stia iniziando a muoversi, fino quasi alla stazione di via Prenestina)».

I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio hanno indirizzato una nota di notifica della mappa anche al Ministro dell’Interno, al Ministro dell’Ambiente, al Prefetto di Roma ed al Sindaco di Roma Capitale: «poiché riteniamo che gli Open Data favoriscano la presa di coscienza dell’opinione pubblica e la consapevolezza dei cittadini, esattamente come la trasparenza delle informazioni stimola il cambiamento di atteggiamento della Pubblica Amministrazione – continuano i GRE: per questi motivi abbiamo deciso di rendere disponibile la mappa liberamente a chiunque, così da poter ricevere anche contributi correttivi o integrativi. Per consultarla è sufficiente cliccare sul link: https://bit.ly/2F41J2Z

Riteniamo che sia dovere delle Istituzioni intervenire per garantire – attraverso il pieno esercizio delle funzioni di vigilanza sul territorio - il rispetto delle norme, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute dei cittadini: poiché infatti un numero così elevato di discariche clandestine, più o meno estese ma in un territorio tutto sommato limitato e in un’unica area amministrativa, non sbuca fiori dall’oggi al domani (e nemmeno in un paio di anni), sembrerebbe quasi che - esattamente come accaduto nella Terra dei Fuochi campana - negli anni sia stata permessa la devastazione del territorio consentendo impunemente lo sversamento di rifiuti pericolosi, speciali e tossici».

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