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Intervista al candidato Presidente del IV Municipio Massimiliano UMBERTI

24 settembre 2021 - Domenica 3 e lunedì 4 ottobre si svolgeranno le consultazioni elettorali per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale di Roma (scheda colore azzurro) e dei Presidenti e dei Consigli dei Municipi (scheda colore grigio). Come abbiamo già dichiarato, per assicurare il diritto di informazione e conoscere i programmi dei partiti a livello locale, daremo a tutti i candidati che si presenteranno per la presidenza del IV Municipio le stesse opportunità. Abbiamo invitato tutti i candidati a rispondere alle nostre domande lasciando ai lettori la possibilità di valutare la concretezza degli impegni presi.
Il secondo tra gli aspiranti alla maggiore carica del IV Municipio che ha risposto ai nostri quesiti è Massimiliano UMBERTI che si presenta per la coalizione di centrosinistra (Partito Democratico – Civica per Gualtieri Sindaco – Demos – Europa Verde – Sinistra Civica Ecologista – Roma Futura).

1. Come giudica la seguente affermazione fatta da uno dei candidati a Sindaco della Capitale: “I fondi per risolvere i problemi delle scuole ci sono ma non vengono spesi a causa della mancanza di preparazione dei progetti da parte degli uffici tecnici o per l’eccessiva complessità della macchina burocratica?”
Concordo, in molti casi, soprattutto per i fondi europei o della regione, mancano più che i fondi i progetti esecutivi. Il personale degli Uffici tecnici è sottodimensionato e non ha ricevuto una adeguata formazione sulle procedure e sui regolamenti.

2. La manutenzione delle strade in periferia è praticamente inesistente complicata per di più da un sistema che porta i manutentori a mettere una pezza alle buche più piccole tralasciando quelle più grandi oppure operando in maniera frettolosa e non professionale (ultimamente abbiamo fotografato una buca in cui la toppa risultava quattro/cinque centimetri sotto il livello della superficie stradale). Non crede che sarebbe proficuo istituire dei controlli capillari o modificare le regole contrattuali inserendo le cosiddette “penali” per chi non rispetta i capitolati di appalto?
Il sistema degli appalti della manutenzione delle strade e dei marciapiedi va rivisto. Occorre assegnare sulla base della qualità del servizio offerto e della sua rispondenza ai capitolati tecnici di gara. La logica del prezzo più basso determina di fatto una scarsa qualità. Più che alle penali – che già ci sono e che possono essere rafforzate laddove necessario – vanno rafforzati i controlli durante l’esecuzione delle opere e i collaudi e le certificazioni vanno fatti verificando sul posto il lavoro eseguito. Nel programma abbiamo previsto di accelerare i lavori per l’ultimare i cantieri incompleti che danneggiano la viabilità dalla “tiburtina promessa” alla stazione tiburtina lato est ed un piano straordinario per il rifacimento e la manutenzione delle strade e dei marciapiedi.

3. A Colli Aniene, dopo ben 13 anni, siamo tornati indietro con il sistema di raccolta dei rifiuti (dal Porta a Porta ai maxi contenitori stradali). Una scelta che va contro qualsiasi logica e che va soprattutto contro l’ambiente. Grazie a questo, è tornato il rovistaggio dove era sparito, è tornato il pendolarismo dei rifiuti, è stato reso più facile lo smaltimento abusivo di calcinacci e materiale RAE che dovrebbero essere portati in discarica, abbiamo strade più sporche e paghiamo una TARI tra le più alte d’Italia e d’Europa. Senza dimenticare che tutti i quartieri sono o sono stati in sofferenza per i disservizi della raccolta rifiuti e che la “percentuale di differenziazione del rifiuto” a Roma è il simbolo di un fallimento di una politica che non può certo definirsi ambientalista. Quali sono i progetti e le idee che intende portare in campo per invertire questo trend negativo e riportare Roma a livelli decenti del servizio di raccolta dei rifiuti?
Quanto accaduto a Colli Aniene è semplicemente assurdo. Non vi è una logica in quello che è stato fatto. Dobbiamo aumentare la raccolta differenziata e questo è possibile farlo soprattutto con la raccolta porta a porta, specialmente laddove i fabbricati permettono la presenza interna di contenitori condominiali.
La corretta gestione della raccolta dei rifiuti è un servizio dovuto ai cittadini che pagano la TARI più alta d’Italia, è il presupposto fondamentale per un efficace ciclo di rifiuti, è indispensabile per mantenere un minimo di decoro urbano (sporcizia e cattivi odori sono ritornati sulle strade del quartiere) e di sicurezza ambientale (igiene precaria, topi e uccelli) e di sicurezza personale (attrazione di rovistatori).
Nel nostro programma e in quello del candidato sindaco Gualtieri (molte delle problematiche dei rifiuti urbani sono di competenza del Campidoglio) prevedono:
- estensione della raccolta domiciliare “porta a porta” e ripristino del servizio dove è stata soppressa;
- campagne di sensibilizzazione per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti;
- riduzione dello spreco alimentare attraverso il sostegno alle attività dei banchi alimentari e della rete per le eccedenze alimentari;
- ristrutturazione di AMA con AMA di municipio con manager di zona che gestiranno con piena responsabilità e adeguate risorse il servizio nel territorio di competenza, con controllo in tempo reale della sede centrale;
- istituzione dei punti di raccolta delocalizzati temporanei per il conferimento di rifiuti ingombranti e speciali come olii esausti, batterie, e realizzare compostiere di comunità per la raccolta dei rifiuti organici;
- attuazione della “tariffa puntuale” che premi chi produce meno rifiuti e differenzia di più;
- pubblicazione di un cronoprogramma degli interventi di pulizia delle strade e dei marciapiedi.

4. La manutenzione del verde dei quartieri è quasi completamente in carico ai cittadini. Per di più i cittadini non hanno neppure il diritto di detrarre dalle tasse quanto spendono per avere un ambiente decente operando al posto del Comune di Roma. Che impegni intende prendere per aiutare i cittadini e le associazioni a non abbandonare la cura del verde pubblico? Ricordiamo che a causa della crisi sanitaria ed economica nessuno vuole più versare quote per un servizio di competenza del Comune e questo potrebbe portare nuovo degrado nelle periferie.
Mai come oggi la questione ambientale è una questione centrale. Vogliamo dare il contributo fondamentale del nostro Municipio per costruire una città rispettosa dell’ambiente e capace di curare il proprio territorio; una città che ripensi i suoi parchi.
Vogliamo incrementare le risorse umane ed economiche per la manutenzione e la gestione di parchi, aree verdi e ville storiche.
La sostenibilità ambientale è una cultura che va insegnata e promossa sin dall’infanzia. Per questo con uno specifico programma ci faremo parte attiva e proporremo la diffusione dell’esperienza educativa all’aria aperta e a contatto con la natura.
Promuoveremo convenzioni con associazioni e gruppi di volontariato per adottare e manutenere aree verdi.
Vogliamo stipulare accordi con istituti penitenziari e istituti agrari finalizzati alla cura del verde come strumento per le pene alternative, i lavori socialmente utili e il reinserimento lavorativo.
Potenzieremo le esperienze degli orti urbani, sociali e didattici, anche nelle scuole.
Favoriremo la costituzione di cooperative per le attività di gestione, produzione e distribuzione dei prodotti degli orti.
Stimoleremo la realizzazione di una rete di piste ciclabili che colleghino le aree verdi.
Avvieremo una campagna per la piantumazione di alberi nel Municipio; in questa azione riteniamo fondamentale l’inclusione dei giovani quali parte attiva dei processi decisionali legati alle questioni ambientali.
Con essi, con le scuole e in collaborazione con il Servizio Giardini, vogliamo piantare un albero al giorno, responsabilizzando i giovani nella individuazione delle aree ove piantumare e nella manutenzione delle nuove alberature.
Realizzeremo, prevedendo anche sponsorship di privati, una rete WiFi per permettere di lavorare, studiare o essere connessi ai tanti romani che frequentano i nostri parchi pubblici.
Il fiume Aniene: la presenza nel territorio municipale del fiume Aniene ci impone una riflessione sul ruolo che lo stesso può avere come risorsa naturalistica da vivere come patrimonio ambientale collegato al contesto urbano. Da luogo a sé stante, separato e non vissuto, alla sua valorizzazione mediante l’attuazione del “Contratto di Fiume”. Saremo presenti laddove possibile per favorire la bonifica del fondo, degli argini e il disinquinamento delle acque. Favoriremo la manutenzione delle aree verdi e dei percorsi ciclopedonali esistenti per realizzare un rapporto stretto tra i cittadini, fruitori della riserva naturale, e il fiume. Siamo favorevoli al recupero delle aree attraverso la creazione di nuove attività sportive, non invasive del contesto ambientale, ed il potenziamento di strutture sportive e di ristorazione già esistenti.
La creazione di un percorso ambientale, capace di valorizzare i temi naturalistici e culturali, non può prescindere dal restauro dell’antico Ponte romano di Ponte Mammolo, dal collegamento con l’area archeologica di Settecamini e il museo del Pleistocene di Casal de’ Pazzi.
Nello specifico della domanda siamo per una promozione delle adozioni da parte di associazioni di cittadini. Occorrerà rivedere il regolamento in modo da favorire e non penalizzare finanziariamente coloro che contribuiscono alla manutenzione di aree verdi, tenendo presente che ciò comporta una riduzione – spesso significativa – delle spese per le casse comunali.

5. Il Casale della Cervelletta è ancora chiuso ed occorrono molti fondi per riaprirlo; da tre anni il parco di piazzale Loriedo è stato sottratto alla comunità a causa di una rigidità politica che non ha precedenti e, nonostante la parziale riapertura del parco, è ancora ben lontano dalla bellezza che lo aveva portato ad essere un punto di aggregazione del quartiere. Due ex simboli del territorio sui quali i cittadini hanno più volte espresso il proprio disappunto. Che impegni intende prendere a riguardo?
Il Casale della Cervelletta e il parco che lo circonda sono un patrimonio ambientale del quale non possiamo fare a meno. Il Casale va ristrutturato cercando fondi laddove possibile (fondi europei, fondi regionali). Non può, pertanto, abbassarsi l’attenzione sul possibile utilizzo di quelle strutture che devono essere destinate a servizi per la cittadinanza e la valorizzazione e la manutenzione del parco.
Come per piazzale Loriedo, ben vengano le gare nella più completa trasparenza, ma non è pensabile che i “privati” o le “associazioni” possano accollarsi i costi enormi di ristrutturazioni e messe in sicurezza. A questo deve pensarci l’istituzione pubblica, affidando poi a terzi la cura e la gestione ordinaria di questi “beni comuni”.

6. La scarsa sicurezza nei quartieri è un tema sempre più ricorrente. Microcriminalità, piromani, spacciatori e vandalismo agiscono per lo più indisturbati. Come si restituisce la fiducia degli abitanti della periferia romana verso le istituzioni preposte alla tutela della sicurezza dei territori?
Sul tema abbiamo dedicato nel programma uno specifico capitolo alla sicurezza e alla legalità a cui aggiungerei anche quello del “decoro urbano” perché strettamente collegati tra loro.
Sicurezza e legalità rappresentano un binomio imprescindibile. La legalità è precondizione della sicurezza. Senza sicurezza non si affermano i principi di legalità.
Per garantire la normale vita sociale ed economica del territorio occorrerebbe adottare strategie di prevenzione come la sorveglianza del territorio, le ordinanze che sanzionano specifici comportamenti, arredi urbani dissuasivi.
Sul lato sociale devono essere adottati interventi a favore dei giovani, politiche abitative che garantiscano accesso agli aventi diritto e lotta all’abusivismo e alle occupazioni, rafforzamento delle iniziative contro la dispersione scolastica, politiche attive per il lavoro e per l’integrazione degli immigrati, sostegni alle campagne contro le slot machine, e più in generale interventi di mediazione sociale nei contesti più deprivati del tessuto urbano.
La visione strutturale della prevenzione, sia essa di tipo urbanistico, sia essa di tipo sociale, favorisce pratiche di ricomposizione dei conflitti, ristrutturazioni urbanistiche che favoriscono, ad esempio, la socialità e collegamenti agevoli tra le diverse zone delle città.
In questo contesto la Polizia Locale dovrebbe rappresentare il principale trait d’union tra il cittadino e le istituzioni. Una Polizia Locale di prossimità corrisponde all’esigenza di ridare centralità al radicamento territoriale, alla conoscenza dei problemi locali ed alla costruzione di un rapporto di conoscenza e fiducia con i cittadini.
Ci impegneremo per la riapertura della Stazione dei Carabinieri di Settecamini e per l’apertura del Commissariato in Via Achille Tedeschi.
Proporremo al Sindaco l’istituzione, d’intesa con la Prefettura, delle “Consulte municipali per la sicurezza”.
Costituiremo nel Municipio la “consulta municipale delle associazioni di Protezione Civile”. E’ essenziale, infatti, creare una rete di collaborazione e di conoscenze per una pianificazione degli interventi di prevenzione e di monitoraggio delle situazioni critiche e per coordinarne, unitamente alle sale operative comunale e regionale, gli interventi emergenziali. Favorire con esse le attività di formazione e di informazione di “protezione civile” (ambiente, disastri, emergenze, prevenzione incendi …) nelle scuole.
Predisporremo, d’intesa con gli uffici capitolini, un Piano regolatore del commercio per la garanzia della legalità nell’assegnazione e nell’utilizzo delle postazioni commerciali su suolo pubblico, comprese quelle dei mercati saltuari e saremo attivi e inflessibili nella lotta all’abusivismo.
Nelle scuole favoriremo, con enti e associazioni, iniziative per la diffusione della cultura della legalità, l’uso consapevole dei social network, la prevenzione degli atti di bullismo, il superamento delle diseguaglianze anche di genere.
Lavoreremo, infine, per una trasformazione delle fermate di metropolitane, dei capolinea degli autobus di linea e dei nodi di scambio, in stazioni “animate” da esercizi commerciali e punti di aggregazione.
Crediamo che la questione dei campi nomadi e degli insediamenti abusivi sia una situazione complessa che deve essere gestita con interventi che non alimentino nella cittadinanza applausi momentanei, pregiudizi duraturi e proteste non giustificate. Il Municipio non può tirarsi indietro: pur senza efficaci strumenti operativi, dovrà impegnarsi a promuovere azioni coordinate con le istituzioni comunali capaci di risolvere le questioni, in modo sostenibile e risolutorio, favorendo allo stesso tempo azioni utili ai processi di integrazione. Se da una parte non accetteremo la creazione estemporanea o organizzata di nuovi campi nomadi, considerato anche lo squilibrio esistente tra i 15 Municipi, ci attiveremo per la loro graduale chiusura: obiettivo questo che va prioritariamente portato avanti e sollecitato, definendo un quadro cittadino di sostenibilità e di equa ripartizione delle sofferenze che ne derivano.
Promuoveremo un progetto per una soluzione definitiva della ex fabbrica penicillina mediante il recupero e la valorizzazione dell’area e delle eventuali strutture ancora utilizzabili.
Su queste problematiche e sulle possibili soluzioni intendiamo coinvolgere i cittadini attraverso i comitati di quartiere affinché sia il problema che la sua soluzione siano partecipati e condivisi.

7. Che cosa intende fare di “concreto” e di “speciale” per il IV Municipio, che si possa misurare, nel primo anno del suo mandato?
Nel IV Municipio abbiamo in questo momento delle criticità difficilmente riscontrabili negli altri contesti territoriali romani:
- C’è stata e c’è una scarsa attenzione per le esigenze dei cittadini più vulnerabili e per le politiche sociali territoriali: gli strumenti primari per l’esercizio delle politiche attive sono stati soppressi, gravando in modo importante sui servizi di assistenza alla cittadinanza; il piano sociale municipale è disatteso da ben tre anni e la spesa per i servizi di assistenza domiciliare alle persone con disabilità e gli anziani è diminuita notevolmente negli ultimi anni.
- C’è una bassa attenzione ai diritti dei bambini, all’educazione e ai bisogni delle famiglie che, in questa fase di profonda trasformazione del mercato e del modo di lavorare, affrontano a fatica la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; significativa è la diminuzione dei posti nido offerti alla popolazione da 0-2 di età per la chiusura di ben 7 nidi (3 comunali e 4 convenzionati o in convenzione), scarsi sono i servizi per la fascia 0-6.
- Abbiamo numerose situazioni di degrado e di mancata manutenzione in molti degli alloggi popolari.
- I cittadini dei “piani di zona” vivono ancora con preoccupazione le incertezze sulle procedure di affrancazione e di trasformazione che condizionano la possibilità di vendita e di affitto delle proprie abitazioni.
- La raccolta dei rifiuti: in alcuni quartieri è stata annullata la modalità di raccolta dei rifiuti “porta a porta” e non si hanno più notizie sull’estensione della stessa in altre parti del territorio municipale.
- Tutti constatiamo una presenza ormai cronica di “lavori in corso” su tutto il territorio: Mercato di Casal Bertone, via “Tiburtina”, SDO - Stazione Tiburtina lato est, ristrutturazione del teatro/cinema ex Gerini, centro culturale Settecamini.
- L’attuale sede del municipio è fatiscente e degradata e non rispondente alle esigenze di funzionalità, di accessibilità e di vivibilità per i lavoratori e per i cittadini che vi accedono.

Di fronte a questa situazione emergenziale il nostro primo impegno sarà recuperare l’ordinaria attività per il ripristino efficace dell’erogazione dei servizi, fortemente compromessa dalle scelte del governo pentastellato e dalla chiusura anticipata della consiliatura.
Ci impegniamo, quindi, a:
- Ripristinare la consulta per la disabilità.
- Attivare il “tavolo di concertazione” con la ASL Roma 2, sindacati, università, il mondo del volontariato e tutte le realtà istituzionali, laiche, religiose, produttive presenti o operanti sul territorio per aggiornare e rivalutare i bisogni emergenti dei cittadini condividendo la programmazione di percorsi inclusivi sociosanitari, formativi, lavorativi, di sviluppo e di ricerca.
- Riattivare i “tavoli tematici” previsti dal piano sociale.
- Programmare lo scorrimento delle liste d’attesa per l’assistenza domiciliare per i minori, i disabili e gli anziani (S.I.S.M.I.F., S.A.I.S.H., S.A.I.S.A.).
- Riattivare i coordinamenti pedagogici municipali per creare una rete tra le scuole e i centri culturali del nostro territorio, dal museo pleistocenico di Casal de’ pazzi all’area archeologica di Settecamini per passare attraverso le strade percorse e vissute da Pier Paolo Pasolini, da villa Farinacci alla Cervelletta.
- Istituire “sportelli unici” o canali dedicati per consentire un disbrigo rapido di tutte le pratiche burocratiche alle parrocchie, alle associazioni ed ai comitati di quartiere per lo svolgimento di feste e l’organizzazione di eventi ludici e culturali.
- Valorizzare il territorio e il suo passato attraverso una “rassegna ragionata” di film e scritti per il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini con il coinvolgimento delle associazioni culturali e delle scuole superiori del territorio.

Il futuro della Tiburtina può trovare una prospettiva, replicabile anche sul piano comunale, solo se alcune forze politiche di centro e di sinistra unitamente ad alcune componenti sociali dell’associazionismo e del volontariato, trovano l’intelligenza per incontrarsi ed accordarsi su una visione del futuro per restituire un orizzonte di speranza e di fiducia ai cittadini, da attuare con un programma equilibrato di rinnovamento e di sviluppo.
Vogliamo ribaltare il modello del “così fan tutti”, prevenire la convinzione diffusa “chiunque va al governo … “. Una diffusa convinzione che si può e si deve contrastare con la “rivoluzione della serietà”: partecipazione, programmazione e trasparenza e soprattutto un modello organizzativo del Municipio che preveda un ruolo attivo di imprese, sindacati, comitati, associazioni. Il futuro è adesso e insieme possiamo governarlo.

Antonio Barcella
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